arenicola

Cosa ci sarà mai di tanto pregiato dentro quelle scatole di polistirolo vendute a peso d’oro?
Conosciamo meglio una delle esche più diffuse e
pregiate, l’arenicola.

Volendo parlare di pesca da spiaggia, non possiamo non regalare uno spazio all’esca per eccellenza, l’oro rosso che ogni pescatore tiene fra le mani con la cura che avrebbe per un iPhone non appena scartato. 🙂

L’Arenicola (Lumbrineris Lutei) è un verme di sabbia, un lungo e sottile anellide (raggiunge lunghezze superiori ai 30 centimetri) dal colore rosso rosato a volte violaceo.
Superiore come efficacia alla tremolina e al muriddu, sia dal punto di vista della resa che della tenuta degli ami ma come abbiamo già detto purtroppo il suo costo è molto elevato.

L’Arenicola è un’esca fenomenale nei confronti di tutte le specie ittiche di fondo e di mezz’acqua quali mormore, saraghi, orate e spigole e pesci piatti forse anche troppo visto che spesso viene attaccata anche dalla minutaglia (piccoli sparidi, labridi e ghiozzi) che spesso la divorano in un batter d’occhio sguarnendo completamente gli ami, e dai granchi, che spesso per non sbagliare portano via anche gli ami su cui è innescata.

Se di buona qualità i suoi riflessi iridescenti sono molto attiranti, sopratutto di notte.

Va distinta l’Arenicola Napoletana da quella Spagnola.
La prima è molto piu’ adescante della seconda e si riconosce per il fatto che è piu’ rossa e meno verdastra nella zona della testa,
ma e’ anche piu’ delicata.

 

Come innescare l’Arenicola?

Gli inneschi classici sono quello a calza, in cui si usa unesemplare intero o parte di esso e quello a ciliegia.

 

inneschi arenicola

Per ripararla dai famelici granchi l’innesco a calza può essere integrato con piccoli galleggianti (flotter) che la sollevino un poco dal fondo e ne aumentino la mobilità, senza però esagerare altrimenti si rischia di rendere l’innesco poco appetito da tutti i grufolato come la mormora che normalmente non mangiano a mezz’acqua.

L’Arenicola viene considerato un verme “ostico” da innescare per via della sua delicatezza, per prima cosa, una volta arrivati a mare, va messa una buona quantita’ d’acqua nella scatola, e poi si comincia ad agitarla con movimenti brevi ma rapidi…. Magicamente si cominciano a vedere i vermi che “vengono a galla”.

Va individuata la testa (quella piu’ carnosa e iridescente). Si prende il verme dalla testa, ma solo dalla testa, altrimenti il verme si spezzetterebbe tutto, lo si estrae dalla scatola e lo si lascia cadere sulla sabbia… (lo abbiamo “impanato”)… ora si riprende il verme dalla testa e sollevandolo notiamo che e’ perfettamente disteso e allungato…. Senza perdere tempo si infila l’ago da innesco sempre a partire dalla testa avendo cura di non farlo fuoriuscire dal verme… (si consigliano aghi senza punta). Si riversa poi il verme sull’amo lasciando sull’ago la parte di arenicola considerata in eccesso che sara’ cosi pronta per un nuovo innesco.

 

Conservazione

La sua conservazione dipende dal periodo dell’anno, ma soprattutto dalla necessita’ che i vermi siano perfettamente integri.
Da Ottobre ad Maggio, puo’ essere conservata per parecchio tempo, anche mesi, avendo cura di cambiargli l’acqua (di mare) una volta la settimana. Il luogo migliore è la cantina.
Nei mesi estivi, bisogna aver cura di mantenere la sua temperatura prossima ai 16/20 gradi e assolutamente evitare forti sbalzi di temperatura, può essere utile dotarsi di un frigo portatile e di siberini che pero’ non devono mai venire a contatto direttamente con la scatola di polistirolo.
Nonostante queste accortezze, sara’ pero’ difficile conservarla per piu’ di una settimana.

 

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