Il Flower bacia la regina sull’isola di Lampedusa
orata4me

Luglio 2009, destinazione Lampedusa:
Lampedusa, magnifica isola appartenente all’arcipelago delle Pelagie è spesso nota alla massa come sede del centro di prima accoglienza per i profughi africani partiti per un viaggio di speranza alla volta del continente europeo.
Lampedusa è invece molto, ma molto di più!
Isola appartenente alla placca continentale africana è il punto ed il centro abitato più meridionale dello Stato italiano.
Gli indigeni appaiono immediatamente tranquilli e disponibili, meravigliosamente lontani anni luce nei modi e nei pensieri dall’uomo della metropoli dannosamente stretto nella morsa del tempo che scorre e dell’affare a tutti i costi da portare a termine.
A Lampedusa c’è la spiaggia dei conigli, unico sito del mar mediterraneo in cui depongono le uova le tartarughe carretta-carretta e il 21 ottobre 2002 con decreto del Ministro dell’Ambiente, è stata istituita l’Area Marina Protetta “Isole Pelagie”.
Le acque sono di un cristallino sbalorditivo e in ognuna delle spiagge che abbiamo visitato è stato fantastico fare “amicizia” con alcune specie ittiche tra cui mormore e leccie stella che molto delicatamente nuotavano a riva tra le gambe degli stupiti bagnanti.
Nei giorni strettamente precedenti la partenza, non volendo portare con me le mie preziose canne da surf per paura che fossero danneggiate dai non proprio delicati addetti ai bagagli del trasporto aereo decido di comprare una mini cannetta da declathon che, munita di mulinello, mi è costata 12 euro… le dimensioni dell’attrezzo, che chiuso misura 55 cm circa, mi hanno consentito di portarlo con me mettendolo direttamente in valigia.
Arrivati sul posto ho preso subito informazioni sulle modalità di pesca e sui posti da frequentare ed ho capito che non potendo fare surf dovevo a tutti i costi ripiegare sul molo del porto vecchio, spot preferito dai pescatori lampedusani di vecchia data.
Tuttavia lascio passare i primi tre giorni senza colpo ferire e decido di sverginare la mia nuova cannetta sfruttando la gita intorno all’isola con la barchetta che avevamo affittato: inutile dire che la pesca a bolentino in un contesto come quello riesce a chiunque come rubare le caramelle ad un bimbo di due anni;
pronti via cerco di sfruttare ogni singola sosta e mentre gli altri si tuffavano per bagni rinfrescanti io innescavo e tac… prendevo… saraghetti per lo più, poi una violetta e un pesantissimo “pesce porco”, così lo avrebbe chiamato chi ci ha affittato la barca quando glielo avrei mostrato una volta tornati sulla terra ferma. Ma il bello doveva ancora venire… e che bello!!!
Dopo aver visitato accuratamente il lato nord dell’isola, dove mastodontiche pareti di roccia formano un angolo di 90 gradi con la superficie marina, decidiamo di tornare indietro verso la costa sud e una volta giunti alla famosa tabaccara giù l’ancora e naturalmente il piombo… inizialmente niente; i miei compagni d’avventura impegnati nell’ennesimo fantastico bagno rinfrescante mi dicono di qualche branco di saraghi e occhiate che distrattamente attraversano quella piscina naturale in mezzo a fantastici fondali ignorando totalmente il succulento koreano che intanto saltarellava sul fondo sabbioso; ancora un po’ di prove ma niente e allora decido di lanciare ai limiti del fazzoletto sabbioso nelle vicinanze delle rocce ed ecco che in un batter d’occhio tic! tic tic!! tic tic tic!!! era lei, sua maestà: la regina orata!!!
Non avevo mai preso un’orata prima d’ora e devo dire che quando ho capito si trattasse di lei, la gioia e lo stupore per la tanta sperata ma al tempo stesso inattesa cattura hanno generato un turbinio d’emozioni che a parole è davvero complicato raccontare.
Grazie Lampedusa, grazie: dopo aver catturato nella mia modesta carriera di fisher saraghi, occhiate, mormore, spigole, serra, ombrine, gronchi, sogliole, aguglie, boghe ed altre specie che probabilmente ora dimentico, finalmente lei… finalmente un’… ORATA4ME!!!
Posted in Giornate di pesca |

Agosto 11th, 2009 at 21:17
… e cosa vuoi che ti dica Robby… la prima è sempre la prima; non conta il peso, il posto, la canna, complimentoni! un solo appunto… il Surfcasting no si pratica su uno scafo di vetroresina… Ti auguro di baciare di nuovo la Madama, ma questa volta con i piedi sporchi di sabbia! Un salutone da Orata e dal Gazza dei 7 mari (ribattezzato Fragogazza… poi capirai perchè.)